Sindrome di Down: storia di Marta, che «non si ferma mai»

Anche per il 2025 la Giornata Mondiale della Sindrome di Down ci invita a riflettere sull’importanza dell’inserimento lavorativo e dello sport per promuovere autonomia, indipendenza e inclusione. Proprio come è stato per Marta

Marta, 28 anni, ha la Sindrome di Down, e di sé dice «non mi fermo mai»: a vedere la sua giornata torinese è proprio così. Ogni mattina, entra ai MagazziniOZ, si cambia, saluta i colleghi, e inizia il suo lavoro in sala, prima che i clienti arrivino per il pranzo: controlla i tavoli e la loro numerazione, dispone i coperti.
Nel primo pomeriggio, dopo il lavoro con la clientela a pranzo, e dopo una breve pausa per scambiare due chiacchiere con gli altri, Marta corre al circolo di canottaggio, dove si allena: è un’atleta di pararowing (canottaggio per atleti con disabilità), disciplina sportiva in cui eccelle, e ha già collezionato un palmarès di sole medaglie d’oro ed argento. Al circolo c’è anche il suo fidanzato, che per stare insieme a Marta ha cambiato società di canottaggio. Il tempo di mettere la «barca» nelle acque del Po, due pagaiate e si va.

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